Gemini 4 Carbon
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Google presenta Gemini 4 Carbon, il modello AI più avanzato ma non ancora accessibile a tutti

Google presenta Gemini 4 Carbon con risultati migliori nel coding e nella sicurezza, ma l'accesso iniziale è riservato ai difensori informatici.

Google ha annunciato Gemini 4 Carbon, un modello di intelligenza artificiale di fascia avanzata che segue Gemini 4 Argon a sole due settimane dal suo lancio. La società segnala progressi nella programmazione, nelle attività autonome degli agenti AI, nell'analisi scientifica e soprattutto nella difesa informatica. Nonostante i risultati comunicati, il modello non è ancora accessibile al pubblico generale: la distribuzione inizierà dai professionisti della cybersecurity, mentre per sviluppatori, aziende e consumatori non è stata indicata una data precisa.

Gemini 4 Carbon migliora coding e attività autonome

Il nuovo modello viene presentato come un'evoluzione delle capacità già offerte da Argon, non come l'attesa variante Flash. Secondo quanto riportato da 9to5Google, Google ha lavorato sui riscontri ricevuti dopo il precedente lancio per migliorare la produzione di codice, l'esecuzione di attività agentiche, il ragionamento scientifico, lo sviluppo web full-stack e la comprensione multimodale.

La società attribuisce la rapidità del rilascio alla collaborazione tra ricercatori e modelli AI durante il lavoro di sviluppo. Ars Technica osserva però che Carbon supera Argon con margini contenuti nei test presentati e che, dalle informazioni disponibili, non è possibile stabilire se si tratti di un'architettura interamente nuova o di un aggiornamento ottenuto tramite ulteriore addestramento.

Cybersecurity e generazione di codice più sicuro

La sicurezza informatica è uno degli ambiti nei quali Google rivendica i progressi più significativi. Carbon raggiunge l'88,2% su SEC-bench Pro per l'individuazione delle vulnerabilità, il 54,8% su ExploitGym per le attività di sfruttamento delle falle e il 71,0% su CWE-bench per la produzione di correzioni. Si tratta di risultati di benchmark comunicati dall'azienda, non di garanzie di efficacia in qualsiasi ambiente operativo.

Rispetto ad Argon, Carbon avrebbe una probabilità doppia di generare codice privo di vulnerabilità. Il team Chrome sostiene inoltre che il modello produca patch di alta qualità con risultati dieci volte migliori rispetto ai modelli non Google utilizzati nel confronto. Le fonti non descrivono però in dettaglio le condizioni di quest'ultima valutazione, quindi il dato va letto come una dichiarazione del gruppo di sviluppo.

Queste capacità spiegano anche la scelta di una distribuzione prudente. Google intende rendere il modello disponibile prima ai difensori informatici, attraverso il programma Fairwinds e nell'ambito di un percorso di valutazione collegato al quadro volontario di test del governo statunitense.

Gemini 4 Carbon corpo

Benchmark e confronti con gli altri modelli AI

Google indica per Carbon il primo posto nella versione 5.0 dell'Artificial Analysis Intelligence Index, con un punteggio di 59. Nel benchmark WebDev Arena il modello guadagna 89 punti Elo, raggiunge quota 1769 e si colloca al quarto posto. WebDev Arena è uno dei riferimenti citati per valutare la qualità dei risultati nello sviluppo web.

Secondo l'analisi riportata da Ars Technica, Carbon supera GPT-6 Astra, Claude Opus 5.5 e Claude Fable 5.1 in quasi tutti i test illustrati da Google. Le differenze, tuttavia, sono spesso limitate a pochi punti: i risultati non permettono da soli di concludere che il modello sia superiore in ogni attività concreta.

Sicurezza, affidabilità e gestione degli errori

Oltre alle prestazioni, Google dichiara di aver rafforzato le misure di sicurezza. Nella valutazione Grey Swan, Carbon ha resistito a tutti i tentativi di prompt injection esaminati, registrando uno 0% di successo degli attacchi. Nello stesso confronto Argon registra lo 0,7%, Claude Opus 5.5 l'1% e GPT-6 Astra l'8,5%. Il risultato riguarda quella specifica valutazione e non dimostra l'impossibilità di attaccare il modello in altri scenari.

Nei test interni comunicati dall'azienda, le affermazioni non supportate si riducono di circa due volte rispetto ad Argon. Google descrive un comportamento più prudente quando mancano prove o autorizzazioni: il modello dovrebbe segnalare i limiti metodologici, indicare le informazioni ancora necessarie e mettere in evidenza eventuali discrepanze nelle fonti invece di completare autonomamente passaggi incerti.

La società riporta inoltre una riduzione del 26% degli interventi oltre i limiti richiesti e del 29% dei casi in cui il modello non completa adeguatamente il lavoro. Sono metriche interne che Google collega a una maggiore affidabilità nell'esecuzione di attività articolate e nella collaborazione con gli utenti.

Disponibilità graduale e prezzi delle API

Per sviluppatori, aziende e consumatori Google parla invece di un arrivo prossimo, senza fissare una data generale. Ars Technica indica come possibili destinatari iniziali successivi gli abbonati AI Ultra e gli sviluppatori che utilizzano le API Gemini, ma non si tratta di un calendario confermato.

Per l'accesso tramite API è previsto un prezzo introduttivo di 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari per milione di token in uscita. I token in ingresso recuperati dalla cache avranno uno sconto del 95% rispetto alla tariffa ordinaria di input. Terminata la promozione, i prezzi saliranno rispettivamente a 4 e 20 dollari per milione di token.

Google non ha comunicato quando terminerà il periodo promozionale di Carbon. La distinzione è importante: le tariffe sono state annunciate, ma la disponibilità effettiva del modello e la durata dello sconto restano soggette al programma di distribuzione graduale.

Fonte editoriale consultata: Ars Technica.

DS

Dario Scarfina

Fondatore e autore di TecnologiaDigitale.net

Fondatore di TecnologiaDigitale.net. Appassionato di tecnologia, cybersecurity, intelligenza artificiale, domotica e innovazione digitale.

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